Attualità

Di cosa vivere senza il Pane

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Coronavirus Fase 2

Oggi è iniziata la tanto attesa Fase 2 dell’emergenza sanitaria nazionale dovuta all’epidemia da coronavirus, e tra le riaperture che si prevedono ancora non è prevista la ripresa delle celebrazioni liturgiche con la presenza di popolo.
Una nota del Card. Bassetti, Presidente della CEI, ha assicurato che i lavori per la redazione del protocollo delle celebrazioni continua e sul tavolo del Governo si paventano varie ipotesi.

Ne parliamo qui.

Le messe in streaming

Questi primi mesi di quarantena sono stati contraddistinti dalle dirette in streaming, attraverso le varie piattaforme digitali e i social network, delle celebrazioni eucaristiche. Soprattutto vivere il Triduo e la Santa Pasqua senza la partecipazione del popolo, senza i segni che contraddistinguono la nostra liturgia e senza poterci nutrire per oltre sessanta giorni del Corpo e Sangue di Cristo, ha creato un forte dolore nel cuore dei fedeli.

Certo è che la santa messa trasmessa attraverso un collegamento televisivo o via web non la si vive pienamente, o almeno si ha la sensazione di incompletezza della partecipazione personale al rito liturgico; dall’altro canto, però, le nuove tecnologie hanno permesso all’animo del fedele di sentirsi curato e accompagnato dal proprio parroco, dal proprio vescovo e dal resto della comunità, lì dove è stato possibile interagire in qualche modo.

Il nuovo (vecchio) alimento

Non ci si nutre certo del Pane di vita, non si assapora il corpo di Cristo, ma ci si alimenta della Parola di Dio che se condivisa e meditata dagli altri, diventa un esercizio che contribuisce a farsi e a sentirsi in compagnia.
Può essere, allora, questo il tempo della riscoperta della Parola di Dio: condividendola con la propria famiglia in momenti appropriati, applicando l’esercizio della meditazione personale quotidiana, possiamo permetterle di entrare dentro di noi far sì che alimenti la nostra fede che diventi nutrimento e sostegno nella nostra vita.

Una fede di Servizio

Si sono cominciati a vedere anche i primi segni di questa sofferta mancanza, che non sono le reazioni isteriche di chi non può più fare a meno di uscire per una passeggiata, di chi ha bisogno del parrucchiere o dell’estetista o di chi non può fare a meno della sua bibita preferita. La reazione è stata quella dell’aiuto al fratello in difficoltà, la solidarietà tra vicini di casa, il sostegno verso i meno fortunati, verso chi si è trovato improvvisamente in una situazione di povertà. Il servizio verso i fratelli che si è mosso e alimentato in questo tempo è ciò che ha generato l’ascolto della parola e il desiderio del nutrimento della propria fede, è cresciuto un grande bisogno di servire che la fede aumenta e fa crescere se aiutato dalla Parola.

Allora in questo tempo che ci chiede di attendere ancora per partecipare al memoriale dell’ultima cena del Signore e poter mangiare il Pane vivo, continuiamo a assaporare la Parola, accresciamo la nostra fede meditativa per trasformarla in fede di servizio per cominciare a ritrovare la concretezza dell’aiuto nell’attesa di ritrovare la concretezza del Pane.

 

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