Film e Serie Tv

Habemus papam (ITA 2011)

Nei giorni scorsi è venuto a mancare Michel Piccoli, attore parigino di 94 anni, molto noto al pubblico.
Tra i sui film da protagonista spicca senz’altro “Habemus Papam” di Nanni Moretti, quello che si è rivelato quasi una profezia del 2011, dove interpreta un pontefice alle prese con una crisi esistenziale che medita le dimissioni da pontefice (che poi si sono effettivamente realizzate con papa Benedetto XVI, solo due anni dopo). Un attore e un uomo colto e ironico, irrimediabilmente ateo nei panni di un papa.

Habemus Papam

Riunito per eleggere il nuovo Pontefice, il Conclave, dopo alcune fumate nere, sceglie il cardinal Melville, il quale accetta ma, al momento della proclamazione ufficiale davanti ai fedeli, cade preda di dubbi e fortissime ansie. Per aiutarlo ad uscire dal forte stato depressivo, i Cardinali si rivolgono al prof. Brizzi, da tutti ritenuto il miglior psicanalista in circolazione. Succede che un giorno il neo eletto, uscito con la scorta dal Vaticano, riesce a far perdere le proprie tracce, e per alcuni giorni gira per Roma, finendo con l’intrufolarsi in una compagnia di attori che stanno preparando un testo di Cecov. La vicinanza con l’atmosfera teatrale lo rasserena e, quando infine viene rintracciato e riportato nel Palazzo apostolico, sembra essere pronto ad affrontare l’incarico al quale é stato chiamato. Si rivolge ora ai fedeli in piazza ma solo per annunciare di non sentirsi adeguato al ruolo e quindi di rinunciare in via definitiva.

“Ho cercato -disse Moretti durante la c.s.- di fare un film che non abbiamo già visto tante volte e ho voluto raccontare un personaggio così fragile che si sente inadeguato e ho voluto raccontarlo all’interno di una commedia: ma quello di Piccoli riguarda anche altri personaggi, altre situazioni”. Questo breve accenno sintetizza in fondo tutto quello che è possibile ricavare da questo copione sulla crisi di identità che attanaglia il neo eletto pontefice, il regista getta uno sguardo di comprensione ampia e generosa, l’uomo isolato, la cui solitudine è resa più acuta dall’impossibilità di rivelarsi per intero.

 

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