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I Reale cantano la fede in vetta alle classifiche

Foto: Facebook Reale

Al top delle classifiche

Quando sentiamo parlare o leggiamo di musica al top delle classifiche, o se pensiamo ad un album in vetta alle vendite di Amazon Music, ci vengono in mente gli idoli della musica trap, hip hop o le popstar internazionali.
E’ invece un disco della christian music a debuttare al secondo posto delle classifiche del noto portale online, alle spalle della sola Lady Gaga. Stiamo parlando del Greatest Hits che celebra i primi dieci anni di carriera della band di rock cristiano “I Reale” a seguire in classifica Chromatica della star americana. Quasi da non credere al risultato raggiunto dalla band che ormai da dieci anni sforna album di una buona e bella musica.

Alessandro Gallo insieme alla moglie Francesca Cadorin ha fondato una decina di anni fa i Reale composti oggi anche da Luca Giurisato (chitarra elettrica), Francesco Lora (chitarra elettrica), Diego Rubiliani (basso), Dario Minazzo (batteria), Marco Vergnano (sax). Cantando la fede hanno macinato concerti, negli oratori, nei palasport, nelle piazze grazie al passaparola dei loro fans.

Foto Facebook Reale

Il nuovo singolo

Per festeggiare la ricorrenza del decennale è stato inciso il Greatest Hits “Migliore”, che da il titolo anche al singolo inedito, uscito il 3 giugno scorso, ed ha già raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni su Youtube, ed è disponibile su tutti gli store. Il singolo, nato nel periodo di isolamento per l’emergenza sanitaria del Covid-19, guida i ventitrè brani presenti nell’album, che ripercorre la storia discografica del gruppo.

Al videoclip ufficiale di Migliore, che trovate su Youtube, hanno partecipato molti amici della band da Nek a Saturnino, passando da Giusy Buscemi, Ziza Fernandes, don Davide Banzato, don Alberto Ravagnani, insieme a Sermig e The Sun con molti altri ancora.
Racconta Alessandro ad Avvenire «La canzone è nata da una idea di mio figlio tredicenne, Samuele, che ascoltando la demo del singolo mi ha detto: carina, ma nessuno della mia età la ascolterà mai, dovete essere più moderni! Così abbiamo praticamente prodotto la canzone insieme a lui. Ha un sapore pop/indie elettronico decisamente diverso da quello a cui abbiamo abituato la gente. Migliore è un elenco di oggetti, azioni, riflessioni e nuove consapevolezze che ci hanno accompagnati in questo periodo particolare; un inno alla voglia di ricominciare, di rialzarsi, sempre».

La storia dei Reale

Inoltre Alessandro racconta da dove è nata la band dei Reale, dopo aver conosciuto Francesca, oggi sua moglie, mentre  affrontavano un percorso di riabilitazione nella Comunità Cenacolo di Madre Elvira, dove entrarono, sul finire degli anni 90, per problemi di tossicodipendenza. «Io sono di Padova e Francesca di Castelnuovo don Bosco. Ho corso tanto per i centri sociali del Triveneto, dove esisteva un fermento musicale bellissimo, ma lo sballo si confondeva con la creatività nei primi anni 90: io adoravo il grunge e i Nirvana e sognavo di diventare qualcuno nella musica, ma mi sono perso. Mia moglie, invece ha riscoperto il dono del canto nel coro della comunità, per intuito di suor Elvira che per noi è una seconda mamma. La prima provvidenza sono le vostre mani e i vostri doni, ci spiegava. Tornare alla musica è coinciso con la conversione, nel fidarsi di un Dio molto concreto».

«I miei bisogni e le mie priorità erano totalmente cambiati – spiega –. Non avevo più bisogno del successo, avevo voglia di pace. E’ il volto di Gesù quello di cui mi sono innamorato, il volto di un giovane di 33 anni che ha spaccato la storia. Tutti i giorni lo devi scegliere e la musica è l’arma che Dio ci ha dato per la salvezza». Qui nasce il progetto dei Reale: fare musica di qualità ma che parli di fede in maniera esplicita e della quotidianità attraverso gli occhi di chi crede, portare cioè il messaggio cristiano nelle playlist, nelle radio e nella quotidianità della gente, con qualità, rispetto e coerenza. In 10 anni con la sola forza del passaparola e della loro forza comunicativa, dei loro live coinvolgenti, la band diventa una realtà musicale concreta che attraversa anni di tournée che sfiorano anche le 90 date annuali in tutte le città d’Italia, in palasport, teatri e piazze, 5 album (di cui Travolgimi del 2018, 1° nella classifica generale iTunes), e la fondazione di una etichetta indipendente.

Di gavetta ne hanno fatta davvero tanta: appena usciti dalla comunità hanno lavorato come operai a Torino, con i timori di non farcela quando arrivò il primo dei loro due bambini. Ma la Provvidenza arrivò con la registrazione casalinga di un cd con le canzoni scritte in comunità, regalato a pochi amici per Natale, che fu riprodotto, a loro insaputa, e fece il giro delle parrocchie: dopo circa un anno vennero contattati da un sacerdote per un concerto e si ritrovarono a suonare davanti a 3000 persone.

E’ cominciata da lì la loro corsa che li ha portati ad esibirsi per papa Francesco nel 2015 all’happening degli oratori a Torino. «La nostra è una professione al servizio di una missione trasversale, siamo chiamati dalle parrocchie, dalle associazioni, dalle assemblee di istituto – conclude Alessandro – . Noi cantiamo Dio in ogni canzone, lasciando libero l’ascoltatore, e siamo molto apprezzati anche da atei e da appartenenti ad altre confessioni religiose. In Italia, se c’è veramente democrazia, si dovrebbe anche poter cantare la propria fede. Altrimenti manca un pezzo di libertà».

 

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