Stile di Vita Storie di Santità

I santi del futuro – Un millenial tra i nuovi Venerabili

vener
La Congregazione per le Cause dei Santi nella giornata di ieri ha promulgato dei Decreti con i quali il Papa ha dichiarato cinque nuovi Venerabili tra cui il giovanissimo Matteo Farina.
Un ragazzo italiano della “generazione X”, Matteo il più giovane,  con lui anche tre sacerdoti e una giovane ragazza, figlia di uno di questi, che aveva ricevuto gli ordini dopo essere rimasto vedovo. Papa Francesco ha riconosciuto per decreto l’eroismo delle virtù cristiane di questi Servi di Dio, ora appellati come Venerabili.

La voglia di trasmettere l’Amore

Voleva essere virale, Matteo Farina, riuscire a contagiare i propri coetanei con l’amore di Dio, per lui “una malattia senza cura”. La sua grande fede era tale da volerla trasmettere agli altri con una gran voglia.
Quando nasce al cielo, Matteo ha soli 18 anni, dopo aver combattuto per cinque anni con un tumore al cervello, subendo delle operazioni, affrontando cicli terapeutici vissuti con la speranza di vincere. Ma sin da piccolo in lui c’è qualcosa di diverso grazie alla sua familiarità col Vangelo, coltivata in famiglia giorno per giorno.

È un tipo mite e affabile ma i suoi compagni di scuola, gli amici, sanno che quando scoppierà un litigio le parole migliori per fare pace saranno quelle di Matteo. Lo ribattezzano, con stima, il “moralizzatore” proprio perché non perde occasione per fare riferimento a Dio nelle cose di tutti i giorni. In una pagina del suo diario di 15.enne scrive: “Mi piacerebbe riuscire ad integrarmi con i miei coetanei senza essere però costretto a imitarli negli sbagli. Vorrei sentirmi più partecipe nel gruppo, senza però dover rinunciare ai miei principi cristiani. È difficile. Difficile ma non impossibile”.

A causa della malattia è costretto a lunghi viaggi e a lunghe convalescenze che lo restituiscono alla vita “normale” con intatta la voglia di vivere della sua età. Il cancro scava anche nella sua anima, la rende essenziale come ogni esperienza di dolore. Matteo si affida a Dio in tutto e per tutto e quando la medicina con lui si arrende negli ultimi giorni di vita si offre per la salvezza delle anime e la conversione dei peccatori. Muore il 24 aprile 2009 nella sua Brindisi.

Chi sono gli altri Venerabili

Altra giovane è Maria de la Concepción Barrecheguren y García, spagnola di Granada, dove nasce nel 1905. Conchita, come viene chiamata, vive come Matteo Farina una vita intensa di fede e impegno al servizio degli altri.
Catechista, aiuta i poveri, prega il Rosario, e a un certo punto, verso i 21 anni incrocia la strada con la tubercolosi, una malattia fatale per l’epoca, portandola alla morte nel 1927.

Il padre di Conchita è un altro Venerabile della Chiesa, Francisco Barrecheguren, un caso quasi unico di uomo sposato, padre, vedovo, e infine sacerdote. Nato nel 1881, dopo aver perso la moglie, cresce e custodisce la figlia di cui presto si diffonde la fama di santità dedicandosi alla preghiera ed entrando nella Congregazione dei Redentoristi. Si spegne a Granada nel 1957.

Gli altri due nuovi Venerabili, sacerdoti italiani, sono Francesco Caruso calabrese di Gasperina, in provincia di Catanzaro, classe 1879, e il barese Carmine De Palma nato nel 1876.

Francesco fin da giovanissimo vuole farsi prete ma i bisogni economici della famiglia, che lui aiuta col lavoro nei campi e poi l’arruolamento militare dominano la sua giovinezza e rinviano il suo ingresso in seminario dove completa gli studi e viene ordinato sacerdote. La sua personalità spirituale gli permette, sin da subito di formare i seminaristi, compito che svolgerà con totale dedizione. Fissate nella memoria restano anche le infinite ore passate in confessionale e l’impegno per i minori abbandonati, specie durante la guerra. Muore nell’ottobre del 1951.

Carmine a 5 anni resta orfano ed entra in Seminario per gli studi a soli 10 anni, è ordinato sacerdote a 23. Stimato dai suoi vescovi per l’intelligenza e l’equilibrio, gli vengono affidati via via incarichi di maggiore responsabilità. Nel cuore è attratto dalla spiritualità benedettina, che coltiverà sempre, e alla pari di don Francesco Caruso viene ricordato come un “eroe del Confessionale”, ministero che esercita anche dal letto di morte prima dell’immobilità completa cui lo costringono varie patologie. Muore nel 1961 a 85 anni.
Fonte: vaticannews

 

Leggi anche

Testo e Accordi Vieni e seguimi di Gen Rosso

Gino Bartali un esempio di Servizio; La storia non raccontata