Il Don risponde

Il profumo di un bacio: il dono dello Spirito Santo

*di Vincenzo Micillo

Di recente in un libro utile e molto provocatorio il teologo José Ignacio González Faust ha sostenuto che, una “delle eresie moderne del cattolicesimo contemporaneo, è l’oblio dello Spirito Santo[1], sostenendo la presenza di «tantissimi cristiani per i quali sarebbe molto valida la frase degli Atti degli apostoli (19,2): Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo».

La solennità di Pentecoste, allora, ci offre l’occasione per riscoprire e approfondire la terza persona della Trinità lasciandoci guidare, brevemente dalla Scrittura, dalla Liturgia e da alcuni scrittori cristiani.

Chi è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo: fa tutto lui nella Chiesa! È il Continuatore e il Rifinitore di Cristo che, allo stesso tempo, porta a Cristo. È presente in ognuno dei sette sacramenti. Anche l’Eucaristia ha bisogno di Lui, visto che il presbitero, nel momento in cui stende le mani sul calice scoperto, prega il Padre che mandi lo Spirito affinché il pane e il vino diventino il corpo e il sangue di Cristo (epiclesi).

È presente nella Parola di Dio, visto che è Lui che l’ha ispirata, come bene ribadisce la Dei Verbum.

È presente nella preghiera: si faccia attenzione, nella liturgia le preghiere sono rivolte al Padre per il Figlio nello Spirito. Infatti, terminano: «Te lo chiediamo, Padre, per Gesù Cristo tuo figlio e nostro Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli». Solo che troppo spesso questa finale è tagliata e viene detto soltanto: «Per Cristo nostro Signore». E così lo Spirito Santo si perde!

Dal Credo, lo Spirito Santo è Signore, cioè Dio, è Lui che dà la vita (cfr Gv 6,63; 2Cor 3,6; Ga 6,8), che procede dal Padre «per mezzo» del Figlio, che deve essere adorato e glorificato con il Padre e il Figlio, e che ha parlato per mezzo dei profeti (cfr 2Pt 1,21).

E come non ricordare i cinque riferimenti allo Spirito Santo presenti nel vangelo secondo Giovanni: è Gesù stesso che parla di Lui ispirato da Lui, il Paraclito, il nostro consolatore, amico e avvocato difensore. (Gv 14, 15-17; Gv 14, 15-26; Gv 15, 26-27; Gv 16, 7-11; Gv 16,12-15).

Nella sequenza del Veni Creator, poi, lo Spirito Santo è definito con immagini e simboli carichi di vita, che ci aiutano a capire come la terza Persona della Trinità risana e feconda continuamente il cuore del credente in Cristo: acqua viva, fuoco, amore, luce, fiamma.

Tuttavia una delle definizioni più belle e “ardite dello Spirito Santo” è stata formulata da San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) nel suo Commento al Cantico dei Cantici quando, analizzando il passo di Ct 1,2 (mi baci coi baci della sua bocca), scrive[2]:

«Il Padre dà il bacio, il Figlio lo riceve e il bacio stesso è lo Spirito santo, colui che è tra il Padre e il Figlio, la pace inalterabile, l’amore indiviso, l’unità indissolubile»

Sì. Lo Spirito Santo è un bacio: intimità, passione, respiri che si incontrano, desiderio fremente.

Immagine ardita e profondamente vera perché Dio è Amore e in tal senso la Pentecoste è il dono del Padre, che attraverso il Figlio, bacia le nostre vite, le nostre storie, la Chiesa, l’umanità con le labbra dello Spirito Santo!

A conclusione di questo breve percorso preghiamo con le parole di Gertrude di Hefta (1220-1291) che anela il suo desiderio di essere baciata da Dio Trinità invocando:

O Spirito,

tu sei, nella santa Trinità,

il dolcissimo bacio che unisce in modo così stretto

il Padre al Figlio.

Tu sei quel bacio di salvezza

che la maestà divina ha impresso

sulla nostra umanità mediante il Figlio.

O dolcissimo bacio,

fa’ che questo piccolo granello di polvere

non sia dimenticato dai tuoi legami:

che io non sia privata del tuo contatto e della tua stretta,

fino a divenire un solo spirito con Dio.

Fammi sperimentare per davvero come sia delizioso

abbracciare te, il Dio vivente,

amore mio dolcissimo, dimorando in te,

e a te essere unita.

[1] José Ignacio González Faus, Eresie attuali del cattolicesimo, coll. Lapislazzuli, EDB, Bologna 2019.

[2] Bernardo di Chiaravalle, Commento al Cantico dei Cantici, Città Nuova, Roma 2008.

 

*Diocesi di Aversa

 

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