Stile di Vita

Inizia il mese “Mariano”. Perché maggio è dedicato alla Madonna.

maria

Storicamente la tradizione dei fedeli cattolici nell’associare il mese di maggio alla Vergine Maria comincia nel medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore. Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire insieme i temi della Natura e della Santa Vergine.

Esistono prove che già agli albori della Chiesa esistesse una festa, ricorrente il 15 maggio di ogni anno, nella quale celebrare la Beata Vergine.

Molti secoli prima, nell’antiche città e potenze europee (Atene e Roma) il mese di maggio era dedicato alle dee pagane collegate alla fertilità e alla primavera. Questo, combinato con altri rituali europei che commemoravano la nuova stagione primaverile, ha portato molte culture occidentali a considerare maggio un mese dedicato alla vita e alla maternità.

 

In particolare, la storia ci porta al Medio Evo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo, quando Alfonso X, detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria” celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)». Di lì a poco il beato domenicano Enrico Suso di Costanza mistico tedesco vissuto tra il 1295 e il 1366 nel Libretto dell’eterna sapienza si rivolgeva così alla Madonna: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!». Ma il Medio Evo vede anche la nascita del Rosario, il cui richiamo ai fiori è evidente sin dal nome. Siccome alla amata si offrono ghirlande di rose, alla Madonna si regalano ghirlande di Ave Maria.

Le prime pratiche devozionali, legate in qualche modo al mese di maggio risalgono però al XVI secolo. In particolare, a Roma San Filippo Neri, insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, a offrire atti di mortificazione in suo onore.

 

Un altro balzo in avanti e siamo nel 1677, quando il noviziato di Fiesole, fondò una sorta di confraternita denominata “Comunella“. Si cominciò con il Calendimaggio, cioè il primo giorno del mese, cui a breve si aggiunsero le domeniche e infine tutti gli altri giorni. Erano per lo più riti popolari semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie, e s’incoronavano di fiori le statue mariane. Alla natura, regina pagana della primavera, iniziava a contrapporsi, per così dire, la regina del cielo. E come per un contagio virtuoso quella devozione cresceva in ogni angolo della penisola, da Mantova a Napoli.

Un secolo dopo era diventata ricorrente la tradizione del Calendimaggio – grazie al padre gesuita Dionisi Annibale – dal quale si cominciò per poi passare a celebrare le domeniche del mese di maggio e infine tutti i giorni del mese. Si cantavano le litanie lauretane, s’incoronava la statua della Vergine con rose e le si offriva alla fine del mese, un cuore d’argento.

È quindi, nel XVIII secolo che il mese di maggio è stato associato alla Vergine Maria “la devozione di maggio nella sua forma attuale ha avuto origine a Roma, dove padre Latomia del Collegio Romano della Compagnia di Gesù, per contrastare l’infedeltà e l’immoralità diffuse tra gli studenti, fece alla fine del XVIII secolo il voto di dedicare il mese di maggio a Maria. Da Roma la pratica si diffuse agli altri collegi gesuiti, e da lì a quasi ogni chiesa cattolica di rito latino”. Fonte: Catholic Encyclopedia 

 

Il resto è storia recente. La devozione mariana passa per alcuni eventi fondamentali per il culto mariano, come la proclamazione del Dogma dell’Immacolata concezione (1854) l’amore e la devozione per la Vergine di numerosi santi e si sviluppa grazie al magistero dei Papi. Nel 1945 Papa Pio XII ha avvalorato l’idea di maggio come mese mariano dopo aver stabilito la festa di Maria Regina il 31 maggio. Dopo il Concilio Vaticano II questa festa è stata spostata al 22 agosto, mentre il 31 maggio è diventato la festa della Visitazione di Maria.

 

Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».

Che non si confonda il ruolo che ha la Vergine Maria «giacché – scrive ancora papa Montini – è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso». Un ruolo che non diminuisce l’amore per la Madre, la sua venerazione.

Il mese di maggio è quindi ricco di tradizioni ed è un’ottima occasione per onorare la nostra Mamma celeste.

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