Parole da Papa

La pedagogia del recupero. Il papa racconta la correzione fraterna.

Durante l’Angelus, Papa Francesco, commentando il Vangelo, ha donato, ancora una volta indicazioni preziose ai fedeli e, soprattutto, alle comunità di credenti.
Quando un fratello che sbaglia, non ascolta né chi lo ammonisce da solo, né con due o tre testimoni, e alla fine nemmeno la comunità, cioè “la Chiesa”, Gesù dice: “sia per te come il pagano e il pubblicano”. Un’espressione “in apparenza così sprezzante”, nota il Papa, ma che “in realtà invita a rimettere il fratello nelle mani di Dio” perché “solo il Padre potrà mostrare un amore più grande di quello di tutti i fratelli messi insieme”. “Questo insegnamento di Gesù ci aiuta tanto”, perché quando “noi vediamo uno sbaglio” nei fratelli, “di solito la prima cosa che facciamo è andare a raccontare agli altri”, dice il Papa sottolineando le conseguenze di questo comportamento.

Quella che Gesù prova a trasmettere in questo brano evangelico è, come la definisce il pontefice, “una pedagogia del recupero” che possa nei tre passaggi suggeriti nel brano, arrivare a creare nelle comunità relazioni fondate sul perdono e sulla “forza invincibile della misericordia di Dio”.

Le chiacchiere chiudono il cuore alla comunità, chiudono l’unità della Chiesa. Il grande chiacchierone è il diavolo, che sempre va dicendo le cose brutte degli altri, perché lui è il bugiardo che cerca di disunire la Chiesa, di allontanare i fratelli e non fare comunità. Per favore, fratelli e sorelle, facciamo uno sforzo per non chiacchierare. Il chiacchiericcio è una pesta più brutta del Covid! Facciamo uno sforzo: niente chiacchiere.

Nel suo intervento il Papa prova a mediare ancor di più gli atteggiamenti della correzione fraterna. Il primo passo di fronte a un fratello che sbaglia, è quello di andare da lui in maniera discreta per aiutarlo, vincendo magari il timore che possa reagire male. Forse all’inizio ci si inquieta ma poi “ringraziamo”, dice Francesco, perché è “un gesto di fratellanza”. Il passaggio successivo, se questo non dovesse portare i frutti sperati, è a ricorrere all’appoggio di qualche altro fratello o sorella, due o tre testimoni, che possano riproporre una riflessione al fratello in errore.

Questa era una pratica prevista dalla legge mosaica, attuata per tutelare la persona da “falsi accusatori”; non si tratta di accusare o condannare il fratello ma, piuttosto, aiutarlo perché “questo è l’atteggiamento del recupero che Gesù vuole da noi”. Ma anche l’amore di due o tre fratelli può essere insufficiente e quindi Gesù esorta a dirlo a tutta la comunità. Il forte invito del Papa è quindi a costruire “sempre nuove relazioni fraterne” all’interno della comunità.

 

Dopo la preghiera mariana, in particolare, il Papa saluta “le donne atlete, affette da sclerosi multipla, che hanno percorso la Via Francigena da Siena a Roma, e i ragazzi di Santo Stefano Lodigiano, venuti in bicicletta, per un’iniziativa benefica”, sottolineando che “entrambi questi gruppi sono stati coraggiosi” e esortandoli ad andare avanti “con gioia e fiducia”. Gli atleti da due giorni qui a Roma anche per l’occasione della chiusura dell’iniziativa “We run togheter“.

 

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