Attualità Parole da Papa

La ricetta di papa Francesco… per la Vocazione!

Oggi ricorre la 57^Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni e il santo padre in attesa della celebrazione ci ha donato un messaggio molto semplice e profondo, articolato su quattro parole che hanno già contraddistinto la Lettera ai sacerdoti dello scorso Agosto.

Le parole-chiave nascono dal brano evangelico che orienta questa giornata che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade (Mt 14,22-33).

Gratitudine

“Ogni vocazione nasce da quello sguardo amorevole con cui il Signore ci è venuto incontro, magari proprio mentre la nostra barca era in preda alla tempesta. «Più che una nostra scelta, è la risposta alla chiamata gratuita del Signore»”

In un romanzo di qualche anno fa ritorna l’espressione che ricorda come colui che crede è coinvolto in ciò che vede: è questa l’esperienza che gli apostoli fanno sul lago di Tiberiade. Vedono Gesù venirgli incontro, tendergli la mano, si sentono sicuri, si riscoprono coinvolti in ciò che vedono, credono e sono grati a Lui che li salva dalla tempesta.

Coraggio

“Il Signore sa che una scelta fondamentale di vita – come quella di sposarsi o consacrarsi in modo speciale al suo servizio – richiede coraggio. Egli conosce le domande, i dubbi e le difficoltà che agitano la barca del nostro cuore, e perciò ci rassicura: «Non avere paura, io sono con te!».”

La vocazione richiede sentirsi chiamati, ma non da una chiamata unica ed istantanea, ma da una chiamata continua. Giorno dopo giorno continuiamo a rispondere, anche inconsapevolmente, a ciò a cui ci sentiamo chiamati. Con le nostre scelte, i nostri comportamenti, vivendo la nostra vita, sentiamo che tutto intorno a noi ci chiama, tutto ci parla, tutto ci invita a ricercare e compiere qualcosa in più.

Fatica

“Se ci lasciamo travolgere dal pensiero delle responsabilità che ci attendono – nella vita matrimoniale o nel ministero sacerdotale – o delle avversità che si presenteranno, allora distoglieremo presto lo sguardo da Gesù e, come Pietro, rischieremo di affondare. Al contrario, pur nelle nostre fragilità e povertà, la fede ci permette di camminare incontro al Signore Risorto e di vincere anche le tempeste. Lui infatti ci tende la mano quando per stanchezza o per paura rischiamo di affondare, e ci dona lo slancio necessario per vivere la nostra vocazione con gioia ed entusiasmo”.

Non è cerro facile intraprendere un cammino di risposta e sequela alla chiamata del Signore. La strada è ricca di insidie, a noi il compito di alleggerire la borsa delle fatiche lasciando qualcosa a terra lungo il viaggio. Il cammino della vita è tutto proteso alla realizzazione e al compimento della nostra vocazione. Non è una formula matematica, finita e calcolabile ma, come la vita, va accresciuta e curata ogni giorno. La vocazione non è usa e getta, non va presa e consumata ma può essere infinita, crescere a dismisura come la nostra fede.

Lode

“E allora, pur in mezzo alle onde, la nostra vita si apre alla lode. È questa l’ultima parola della vocazione, e vuole essere anche l’invito a coltivare l’atteggiamento interiore di Maria Santissima: grata per lo sguardo di Dio che si è posato su di lei, consegnando nella fede le paure e i turbamenti, abbracciando con coraggio la chiamata, Ella ha fatto della sua vita un eterno canto di lode al Signore”.

L’esempio di Maria deve indicarci la strada. La sua vita dolorosa, sorprendente, faticosa, è stata colmata dalla gioia grande di essere madre del risorto. La sua è stata una vita di lode a Dio per le meraviglie che ha fatto in lei.
La vocazione arriva sempre nella vita, ma la riconosceremo se siamo attenti, svegli, protesi a qualcosa di più grande.

 

Leggi anche

Testo e Accordi Come Tu mi vuoi di RnS

Le parole della vocazione. Messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Vocazioni

Preghiera per le Vocazioni di San Giovanni Paolo II