Parole da Papa

Papa Francesco: “Concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza”. Presentato il Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri

“Tendi la tua mano al povero” da questo versetto del Libro del Siracide prende vita il tema del Messaggio che il santo padre Francesco ha redatto per la Giornata Mondiale dei Poveri che si celebrerà domenica 15 novembre. Parole che sono vogliono “aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza”. Perché l’invito evangelico a “mettersi al servizio degli altri, soprattutto dei più deboli”, non è “un’esortazione facoltativa”, ma “una condizione dell’autenticità della fede che professiamo”.

Il testo integrale lo trovi qui

Il Messaggio, diffuso ieri in occasione della memoria di Sant’Antonio di Padova, patrono dei poveri, il Pontefice ricorda innanzitutto che “la preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili”. Così “per celebrare un culto che sia gradito al Signore, è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio”. Pertanto “il tempo da dedicare alla preghiera non può mai diventare un alibi per trascurare il prossimo in difficoltà”. Mentre è vero il contrario: “La benedizione del Signore scende su di noi e la preghiera raggiunge il suo scopo quando sono accompagnate dal servizio ai poveri”. Questo vuol dire che “la scelta di dedicare attenzione ai poveri, ai loro tanti e diversi bisogni, non può essere condizionata dal tempo a disposizione o da interessi privati, né da progetti pastorali o sociali disincarnati”. Infatti “non si può soffocare la forza della grazia di Dio per la tendenza narcisistica di mettere sempre sé stessi al primo posto”. Non si tratta quindi “di spendere tante parole”, ma piuttosto “di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carità divina”.

Per il Pontefice “Tendi la mano al povero” quindi è “un incitamento a farsi carico dei pesi dei più deboli”, che “fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano”.

 

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