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Papa Francesco e la sua bici. Parte l’iniziativa “We run togheter”

Foto da Vatican News

Su invito del santo padre Francesco, numerosi campioni del ciclismo (e non solo) stanno promuovendo l’iniziativa a “correre con il cuore” attraverso un’asta solidale “We run togheter”.
Sarà possibile a partire dall’8 giugno, attraverso il portale  www.charitystars.com – si potrà partecipare alla raccolta di fondi per il personale sanitario degli ospedali di Bergamo e Brescia, in prima linea contro il virus.

Lo sport è un ponte di pace

Lo scorso 20 maggio, durante l’incontro con Atletica Vaticana, il papa ha lanciato l’iniziativa benefica realizzata in collaborazione con Fiamme Gialle, Cortile del Gentile e Fidal Lazio. “We Run Togheter” è la testimonianza che è possibile vivere  “lo sport secondo Papa Francesco”, e cioè come un “ponte di pace che unisce donne e uomini di religioni e culture diverse, promuovendo inclusione, amicizia, solidarietà, educazione”, le parole del pontefice all’evento di presentazione.

All’invito di Francesco agli sportivi, sempre nell’udienza del 20 maggio, ad essere “portatori di bellezza” e a saper andare “al passo del più debole” ha fatto sì che la risposta di tanti sportivi diventasse sempre più concreta. Come quella di Alex Zanardi che ha messo all’asta la maglia indossata per le paralimpiadi vinte a Rio de Janeiro nel 2016: “Dovrebbe valere per tutti e non solo per gli atleti; lo stile che hanno, ad esempio, i ciclisti di fermarsi per aspettare il compagno di squadra caduto, oppure rallentato da una foratura, in modo da poterlo riaccompagnare nel gruppo. Con questo spirito il mondo paralimpico ha aderito in massa a “We Run Together” schierando tutti i suoi campionissimi che, del resto, alla solidarietà danno del “tu””

La bici del Papa

E proprio un ciclista di primo livello come Peter Sagan, si dice “fiero ed emozionato” proprio perchè il Papa ha deciso di mettere all’asta la bicicletta personalizzata che gli ha donato proprio Sagan durante un’udienza generale. Il pluripremiato campione – mondiale, Parigi-Roubaix – si è detto totalmente “d’accordo con il messaggio del Papa: i valori dello sport sono importanti oggi più che mai. Spero che ‘la bici del Papa’ diventi  un simbolo per tutti per ripartire nella vita senza lasciare indietro nessuno”.

da Vatican News

Tanti i premi e le esperienze da vivere

Oltre a Sagan e Zanardi, sono tanti altri gli atleti del primo gruppo di aderenti all’iniziativa: Francesco Totti, Filippo Tortu, Federica Pellegrini, Sofia Goggia, i fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale, l’equipaggio di Luna Rossa e gli schermidori Valerio Aspromonte e Carolina Erba. Tra i vari premi sarà possibile allenarsi con Tortu, vedere all’opera gli Abbagnale nello storico quartier generale del canottaggio a Castellamare di Stabia e salire a bordo di Luna Rossa che ha la sua base a Cagliari.

Tantissimi i campioni coinvolti

Questi atleti, tra una settimana, lasceranno spazio ad altri loro colleghi, sempre campioni  di livello mondiale, e così si andrà avanti con “We Run Together”, settimana dopo settimana”, fino all’8 agosto.
Tra i tanti coinvolti ci saranno la Ferrari e la Lamborghini insieme a Juventus, Milan, Lazio e Brescia. E altri atleti olimpici e paralimpici come Carolina Kostner, Bebe Vio, Tania Cagnotto, Arianna Fontana, Dorothea Wierer, Ivan Zaytsev, Arianna Fontana, Flavia Pennetta, Gianmarco Tamberi, Kristian Ghedina, Antonio Rossi, Christian Innerhofer. Sarà ricordato Pietro Mennea, e i valori sportivi che ha vissuto, attraverso un amarcord particolarmente emozionante. E non mancheranno sorprese, considerato che sono sempre più gli atleti e le squadre sportive che si stanno aggiungendo in risposta all’invito del Pontefice. Senza dimenticare che la bici di Sagan non è l’unico oggetto sportivo che Francesco ha voluto donare per sostenere l’asta di beneficenza.

Informazioni e aggiornamenti

Notizie su “We Run Together”  si possono trovare su www.athleticavaticana.orgwww.cortiledeigentili.com e www.fiammegialle.org.
Anche Vatican News e Radio Vaticana Italia stanno seguendo passo passo questa singolare “gara di solidarietà” per dire “grazie” al personale sanitario e per testimoniare uno stile davvero umano e solidale di fare sport.

 

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