Storie di Santità

Santo del giorno: Beato Donizetti Tavares de Lima

La vita e il sacerdozio

Donizetti Tavares de Lima nacque a Santa Rita de Cássia (oggi Cássia), nello Stato brasiliano del Minas Gerais, il 3 gennaio 1882. Suo padre era avvocato, grande appassionato di musica, e per questo gli diede nome Donizetti, mentre sua madre era professoressa.
Da bambino si trasferì con la famiglia nello stato di San Paolo. A 12 anni entrò nel seminario vescovile, dove ricevette l’incarico di organista e di maestro di musica dei seminaristi. Tre anni dopo passò nel collegio Mons. Giovanni Soares, ma dovette tornare a casa per ragioni familiari. Rientrò poi nel precedente seminario per insegnare musica. Nel 1900 iniziò il corso preliminare nella facoltà di diritto e nel 1903 intraprese gli studi filosofici e teologici in preparazione al sacerdozio.

Monsignor João Baptista Correa Nery lo accolse nella diocesi di Pouso Alegre, dove fu ordinato sacerdote il 12 luglio 1908; venne poi destinato al servizio pastorale della parrocchia di San Gaetano. Poco dopo, al seguito del nuovo vescovo, passò nella diocesi di Campinas; per quasi un anno fu vicario a Jaguary. Ottenne poi di trasferirsi nella diocesi di Ribeirão Preto, più vicina a Franca, dove vivevano i suoi anziani genitori. Nel 1909 ricevette la nomina di parroco di Vargem Grande do Sul, dove svolse un intenso apostolato ed esercitò un notevole influsso sulla vita sociale della città. Nel 1926 divenne parroco della chiesa di Sant’Antonio a Tambaú, condividendo i problemi della sua gente e cercando soluzioni. Gli furono attribuiti numerosi prodigi grazie al suo solo gesto di benedizione; dopo quasi un anno, fu lui stesso a stroncare il fanatismo popolare e a porre fine ai pellegrinaggi.
Morì a Tambaú il 16 giugno 1961. È stato beatificato il 23 novembre 2019 a Tambaú, sotto il pontificato di papa Francesco. La sua memoria liturgica cade il 6 giugno, mentre i suoi resti mortali sono venerati presso il Santuario di Nostra Signora Aparecida a Tambaú, da lui voluto, in un’apposita cappella.

Le opere e il pensiero

Scriveva Luciano Manicardi che: «gli uomini vorrebbero vedere e incontrare dei testimoni del senso, e questo nel momento in cui si manifestano assolutamente allergici a discorsi di autorità che vorrebbero imporre decaloghi che dicono all’uomo ciò che è bene e ciò che è male, che gli dicono quel che deve e quel che non deve fare. Chi oggi ha autorevolezza è colui che testimonia di un senso possibile perché lui stesso l’incarna».

Queste poche righe compendiano il profilo spirituale di Padre Donizetti.

Il suo atteggiamento raccolto e modesto, quella riservatezza di gesti e di parole. Bastava vederlo passare per essere conquistati dal suo esempio. Il beato Donizetti seppe tenere l’anima in un atteggiamento di offerta perenne: con tutti fu accogliente, comprensivo, benevolo e mite. La sua vita, la sua opera ci ricorda che «quando la Chiesa celebra i santi, da una parte contempla la sua multiforme realizzazione nella storia in modelli insigni e stimolanti all’unione con Cristo e dall’altra celebra il “Christus totus” il quale assimila a sé, per l’efficacia santificatrice dello Spirito Santo, sempre nuove membra: “Questa santità della Chiesa costantemente si manifesta e si deve manifestare nei frutti della grazia dello Spirito Santo produce nei fedeli; si esprime in varie forme presso i singoli (LG 39)”» .

Contro qualsiasi tipo di discriminazione sociale e razziale, viveva pienamente il sacerdozio: fu il parroco di tutti, condividendo i problemi della gente. Uomo di grande personalità, fu tutto d’un pezzo; non desistette mai nel difendere i diritti dei poveri e degli operai. Questo gli procurò non pochi problemi con i ricchi e gli imprenditori. Costruì una nuova chiesa parrocchiale e le cappelle di Nostra Signora Aparecida e di S. Benedetto.
Nel 1926 fu trasferito come parroco della chiesa di S. Antonio a Tambaú, si spese per i poveri, gli anziani, i malati, i bambini. Realizzò l’ospizio di S. Vincenzo de’ Paoli per gli anziani indigenti, l’Associazione di Protezione per la Maternità e l’Infanzia, un asilo per bambini, un centro di rifornimento alimentare per i poveri, un Circolo Operaio per i dipendenti delle fabbriche. Per i giovani la squadra di calcio, la banda musicale, la Congregazione Mariana e le Figlie di Maria.

Sempre circondato da giovani, con l’esempio e la parola li avviava agli studi e ai mestieri, non trascurando la cura delle vocazioni. Pur vivendo in una povertà volontaria, fu buon amministratore tanto da incrementare notevolmente i possedimenti della parrocchia, le cui rendite investiva in opere sociali. Acquistava i terreni e le case per chi non possedeva niente.
Dal 30 maggio 1954 allo stesso giorno dell’anno successivo fu al centro di un vasto movimento di pellegrini, attirati dai suoi poteri taumaturgici, ma fu egli stesso a stroncare il fanatismo popolare e a porre fine ai pellegrinaggi.
Morì in grande fama di santità a Tambaú il 16 giugno 1961.

La nascita del culto e la causa di canonizzazione

La sua tomba presso il cimitero cittadino divenne meta continua di fedeli. Nell’anniversario della sua morte si tiene una marcia della fede che vede la partecipazione di migliaia di fedeli provenienti da tutto il Brasile.
La Causa di canonizzazione fu introdotta a motivo della sua fama di santità, ininterrotta e crescente: prova di ciò, tra l’altro, fu la grande partecipazione popolare alle sue esequie, un continuo pellegrinaggio di persone che andavano a dare l’estremo saluto. Perciò venne istruita l’Inchiesta Diocesana dal 5 marzo 1992 al 16 maggio 2009 presso la diocesi di São João da Boa Vista.

La sua validità giuridica è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 29 ottobre 2010. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 26 settembre 2017, hanno riconosciuto che il Servo di Dio aveva esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Il 9 ottobre dello stesso anno, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui padre Donizetti veniva dichiarato Venerabile.
Lo stesso Pontefice, il 6 aprile 2019, ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo al miracolo esaminato per ottenere la sua beatificazione. Si tratta della guarigione, avvenuta la sera del 14 ottobre 2006, di un bambino che aveva il piede torto bilaterale.
La beatificazione di padre Donizetti si è svolta il 23 novembre 2019 a Tambaú, nello spazio di fronte alla chiesa di San Giuseppe, col rito presieduto dal cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato del Santo Padre. La sua memoria liturgica è stata fissata al 16 giugno, giorno esatto della sua nascita al Cielo.
I resti mortali del Beato Donizetti erano stati traslati, l’8 maggio 2009, presso il santuario di Nostra Signora Aparecida a Tambaú, da lui voluto. Dopo la beatificazione è stata aperta al culto la cappella a lui dedicata nello stesso santuario, dove sono state collocate le sue spoglie.

 

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