Storie di Santità

Santo del giorno: Santi Marcellino e Pietro martiri

I Santi martiri Marcellino e Pietro, furono rispettivamente sacerdote l’uno ed esorcista l’altro, le uniche notizie che si conoscono dei due sono riportate da scritti del papa San Damaso. Il papa che visse nel IV secolo, apprese le notizie che racconta direttamente dal carnefice che consumò il martirio dei due santi.

Come riporta il papa san Damaso, Marcellino e Pietro furono condannati a morte dall’imperatore Diocleziano durante la persecuzione ai cristiani; ai due dopo essere stati condotti sul luogo del supplizio, fu dato l’ordine di scavarsi il luogo di sepoltura con le proprie mani nel terreno perché i corpi rimanessero nascosti a tutti. Solo la pia donna Lucilla, diede degna sepoltura alle loro sante membra a Roma sulla via Labicana nel cimitero ad Duas Lauros.

Secondo la testimonianza del papa san Damaso (m. 384) che apprese tutto in gioventù, direttamente dal loro carnefice, il giudice aveva ordinato che i due martiri fossero decapitati nel folto di una selva affinché i loro sepolcri restassero sconosciuti; condotti al luogo del supplizio essi si prepararono con le proprie mani la tomba, in cui i loro corpi rimasero ignorati finché la pia matrona Lucilla, venuta a conoscenza della cosa, si premurò di farli trasferire e seppellire altrove. Il loro sepolcro infatti è indicato dal Martirologio Geronimiano, il quale attesta che Marcellino era presbitero e Pietro esorcista e li commemora il 2 giugno, nel cimitero ad Duas lauros al terzo miglio della via Labicana.

I racconti di altre fonti

Numerose sono le fonti nelle quali si ritrovano scritti e racconti storici dei due santi. In primo luogo è scritto che l’Imperatore Costantino in onore dei due santi costruì una basilica.
Papa Damaso fece porre sul loro sepolcro un carme che i Goti distrussero durante la loro invasione, fu papa Virgilio a ricostruirlo inserendo anche i nomi dei due martiri nel Canone della Messa. Nello stesso periodo fu inserita la loro memoria anche nel canone della liturgia ambrosiana e la dedicazione di un’altra chiesa sulla via Labicana.

Secondo altre notizie i santi Marcellino e Pietro avrebbero incontrato e avuto delle relazioni con i martiri Artemio, Seconda e Paolina e sarebbero stati uccisi sulla via Aurelia in una località, rinominata dopo la loro morte, Silva Candida. Inoltre si aggiunge che il loro carnefice si chiamava Doroteo e che, da vecchio, si convertì al cristianesimo ricevendo il battesimo dalle mani di papa Giulio.

Il mistero della traslazione delle reliquie

Le reliquie dei due martiri nel sec. IX sarebbero state trasferite a Seligenstadt in Germania, ma dal racconto di Eginardo nasce il fondato sospetto che il famigerato diacono Deusdona, parte in causa ed agente principale di quella traslazione, abbia, secondo il suo costume, ingannato i messi del pio scrittore ed abate.

L’iconografia

I due martiri Marcellino e Pietro, sono in genere rappresentati come uomini di mezza età, con tonsura, e sono loro posti tra le mani un rotulo o una corona. Nelle catacombe che portano il loro nome in Roma (IV e V sec.) un affresco li presenta contraddistinti dal nome, senza aureola, con breve barba, accanto all’Agnello. Un altro affresco del V o VI sec. nelle catacombe di Ponziano, li rappresenta invece senza barba, ai lati di s. Pollione, sempre però contraddistinti dal nome.

 

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