Parole da Papa

Udienze col popolo. Il papa Pastore si ricongiunge col suo gregge.

francesco udienze

Il giorno della sua elezione al soglio di Pietro, tra le prime frasi pronunciate dal Card. Jorge Mario Bergoglio, da pochi istanti proclamato Papa Francesco, ci furono quelle in riferimento al suo essere Vescovo di Roma, quasi come a voler sottolineare il bisogno di sentirsi Pastore in mezzo al suo gregge, di curare le anime delle persone più prossime, quali, appunto, i cittadini della città eterna.

Siamo certi che in questi sei mesi, ovvero centottantanove giorni, il papa abbia sofferto molto la mancanza della presenza del popolo di Dio alle sue udienze e celebrazioni.
Un tempo lungo, singolare e difficile che con l’Udienza generale di domani terminerà.

Nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, domani si terrà l’Udienza generale del pontefice, la prima con la presenza dei fedeli, anche se in numeri limitati, dopo l’ultima che si era tenuta lo scorso 26 febbraio in Piazza san Pietro. Caratterizzate dal contatto col popolo, dalle breve ma intensi catechesi, dai gesti, dalle parole spontanee non lette e dal “guardarsi negli occhi”, reciprocamente, pastore e gregge, le udienze sono diventate nel tempo uno degli appuntamenti più attesi dai fedeli e dai non credenti.

Le udienze sono state lo strumento più diretto utilizzato da papa Francesco per arrivare a tutti, per ri-evangelizzare i credenti nella Chiesa cattolica. I suoi gesti semplici, la scelta di soffermarsi a lungo durante l’ingresso alla piazza, in mezzo alla gente, il saluto, le carezze e i sorrisi ai deboli, ai sofferenti e agli ammalati presenti alle udienze, sono d’esempio e di monito per tanti fedeli. Il suo linguaggio semplice e diretto, quasi elementare, che riesce a raggiungere tutti. Le tematiche scelte per le catechesi, fondamentali per la dottrina della fede, basilari ma di primaria importanza per il percorso di formazione di ogni cristiano.

 

Sente il bisogno delle persone e della loro presenza, papa Francesco. Lo ha ripetuto più volte in questi mesi. Resta nella nostra memoria il discorso, a braccio, dello scorso 27 marzo, riecheggia ancora quella frase “nessuno si salva da solo”. Lo sente, lo vive, lo testimonia il papa stesso.

 

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